Alice Giaquinta, 19 anni, sempre innamorata.
Io sono sempre la solita ragazza che ama tremendamente scrivere, la stessa che hai lasciato da sola a combattere, a cui piace leggere, che ama il mare, ascoltare la musica, a volume troppo alto, o troppo calma e tranquilla, che si sente inferiore ad ogni singola persona, la solita che forse hai amato, la solita che ti ama e che prova a smettere, ma forse ce la fa, la solita ragazza troppo timida, che arrossisce troppo spesso, che fa di tutto per sentirsi di più ma non ce la fa mai, sempre amica, innamorata da sempre, un po' cinica, che si arrabbia, non importa con chi, che ti odia con tutta se stessa, che se scoppia, scoppia male, che se non rispondi ai suoi messaggi si incazza, che si sente di troppo tra tutti, che è sempre nel suo mondo, tutto suo, che se la fai innamorare non scappare, sempre attenta a tutto, che ci rimane male, che non si fa vedere quasi mai, che è sempre tua ma non vorrebbe, sono ancora ansiosa, troppo malinconica, troppo sorridente, che abbraccia troppo e non riceve mai, che ama la pioggia, la neve, il sole, i capelli lunghi, che non si abbronza mai, sempre quella che non ha mai il coraggio di raccontarti le cose fino in fondo, che balla, che canta troppo, che scrive troppo, e fino ad adesso ama troppo te, solo te.
Quella fin troppo fragile da sembrare troppo forte, sono sempre io, un po' distrutta, la solita a cui piace scrivere perché senza non è niente di niente.
"Sono sempre stata brava a capire l’umore delle persone che mi stanno attorno, perfino quando loro mi dicono che va tutto bene so che c’è una cosa, anche se piccola, che gli manda a rotoli tutte le altre cose.”
— Alice Giaquinta (via comefiorialvento)

Tieni gli occhi bassi e ti chiedi se qualcuno ti noterà mai, vuoi essere una che ce la fa e che non cede mai.

Anonimo asked: Ho scritto alcune delle tue frasi nel quadernino che regalerò alla mia ragazza. E ho firmato come "alice giaquinta" ti fa piacere o ti da fastidio? Mi piace così tanto.

Ciao, grazie per avermi detto questa cosa, è un bel pensiero.

"C’è una cosa che non capisco, specialmente nelle donne, non perché io sia sessista, ma perché, probabilmente, si lamentano di più.
Ecco, la questione è: se la persona che hai accanto ti rende infelice, perché continui a starci?
O non solo, per me è inconcepibile l’idea che un essere umano giustifichi la propria mancanza di carattere con le parole “ma io lo amo”.
Tu lo ami?
Sì, è scopato tutto il circondario, ti tratta come una pezza da piedi, fa scenate di gelosie perché al tuo compleanno Caio ha osato scrivere “auguri” sulla tua bacheca di Facebook aggiungendo uno smile (perché tutti sanno che se uno ti fa gli auguri aggiungendo uno smile allora ci sta provando) e tu lo ami?
No, tu devi tirargli una testata e un calcio tra le gambe (non dico nella palle perché non è detto che le abbia, if you know what I mean).
E c’è un’altra cosa, questa tutta al femminile, questa tutta nostra, di noi con le tette (anche se ne abbiamo poche) e con le ovaie: lui sta con un’altra e quell’altra è sicuramente una troia. Il tuo ragazzo ti tradisce con un’altra e la stronza è lei perché lui era impegnato e lei ci ha provato.
No, dico io, davvero?
Partiamo dal presupposto che lei sia single e spensierata, che non abbia legami con nessuno, che Sabato sera abbia incontrato il tuo lui in un locale e che lo abbia trovato carino. E’ una colpa? Magari ci ha provato anche, mica è lei quella che dovrebbe tenere il Walter impacchettato nelle mutande perché ha una relazione con te.
Lei è single ed è libera di provarci. L’obbligo di resistere è di lui.
Lui vi mette le corna perché lei è una troia. NO. Lui vi mette le corna perché il suo cervello sta nella testa del Walter.
Inziamo a vedere un po’ le cose come stanno e, per l’amor del cielo, se dovete perdonare fatelo, non dico di no, ma non inaciditevi con il resto del genere femminile perché, posso assicurarvelo, il 99.9999999% delle altre donne non cagherebbe il vostro ragazzo neanche se avesse un neon attaccato alle chiappe.”
— Anna Ombra Brambilla (via storm-inbrain)

Sacrosanta verità.

Anonimo asked: Sei come il mio libro preferito, troppo bella per essere vera.

comefiorialvento:

"Sei come il mio libro preferito."

Oh, grazie.

"Ti capita mai di pensarmi e sorridere, anche solo per un secondo?”
"Ci sono storie che non finiranno mai di stupire neanche dopo esser finite, crollate o sparite nel nulla.
Ci sono storie che, non importa quante mani che si cercano, quanti pianti passati, e litigi con la paura di perdersi hanno visto, continueranno.
Ci sono assenze, silenzi e confini che non possiamo superare da soli.
Ci saranno i momenti sbagliati, che non potranno essere guariti o ricuciti.
Ci sono cose che rimangono vicino al cuore senza mai mai andarsene.”
"Non c’eri, non c’eri a prenderti cura di noi nel modo in cui lo facevo io.
Non c’eri nemmeno quando passavamo giorni interi al telefono, non c’eri e mi mancavi.”
"Abbiamo ricominciato da capo, non siamo mai finiti, abbiamo sbattuto porte in faccia dopo i litigi e poi tornavamo a chiederci scusa, ogni volta, ogni volta siamo riusciti, tenendoci la mano, a superare i muri che volevano dividerci, siamo sempre riusciti a oltrepassare tutte le sconfitte, magari non siamo stati quelli che il mondo invidiava, ma qualcosa, anche se piccola, era bellissima.”
"

Vorrei, per almeno una volta, avere qualcuno da difendere, vorrei essere in grado di poter scegliere con chi stare bene, vorrei dimenticare il tempo che passa o perfino che giorno è. Vorrei dimenticare come si inizia a stare male.

Alice Giaquinta

(via alicegiaquinta)
Anonimo asked: Mimanca mi manca terribilmente

Allora vai da lui o da lei, scrivilo, fai quello che puoi, ma non tenere tutto dentro sennò è peggio.

Anonimo asked: La tua è una dote, tanti complimenti Alice! Spero tanto nella pubblicazione dei tuoi pensieri e delle tue storie, scrivi tanti libri.

Il tuo non è un semplice complimento, è molto di più. Non so se tutto questo si potrà realizzare, per adesso è un sogno grandissimo. Un grazie non basta e figuriamoci, nemmeno le parole.

"Discutiamo per qualcosa di stupido come a volerci tenere, perché a noi perderci non è mai piaciuto.
Stiamo discutendo velocemente perché sei matto io sono un disastro.
Il silenzio riempe la stanza, l’atmosfera è tesa e mi da fastidio, come il caldo.
Siamo un piatto che casca a terra e si distrugge, siamo il vetro che si frantuma quando colpisce il suolo.
Non so cosa stiamo facendo, lui mi guarda in faccia e io mi chiedo se i vicini non abbiano interrotto le loro faccende solo perché si sono accorti di noi, solo per farci avere il tempo di uno sguardo, loro ormai lo sanno, lo sanno che siamo rovinati.
Le mie cose sono chiuse in valigia, la tua mano tra i capelli, e una distanza imbarazzante, sarò pure stupida, sarò un disastro, ma se noi non siamo stati amore allora cos’era?”
— Alice Giaquinta (via comefiorialvento)

Racconti che cercano di diventare qualcosa di più.

"A dire la verità non mi è mai piaciuto dimenticare.
Le date importanti delle persone importanti, i profumi che invadono la casa nelle feste, il pane appena sfornato, quello dei dolci fatti e subito assaggiati, il profumo di un abbraccio da non dimenticare, le scie dei profumi dolci nel bel mezzo della strada, quello della pioggia e dei fiori.
Non so dimenticare le persone, nemmeno quelle troppo stronze, quelle che mi hanno fatto tanto male da stare chiusa in camera per giorni interi.
Non so dimenticare i regali inaspettati, quelli scartati con tanta fretta.
Non so dimenticare i viaggi che ho fatto, che mi sfiniscono, che non mi fanno stare in piedi da quanto sono stati belli, quelli fatti con gli amici speciali per festeggiare e quelli decisi all’ultimo momento. Non so dimenticare i falsi amici, ma soprattutto quelli che per me ci sono stati sempre e non dimentico nemmeno te, che con me ci stavi poco.
Ti ho sentito più vicino di tutti gli altri, sei stato quello che mi ha curato e amato, e ti penso ancora, ancora tanto.
Di te non voglio dimenticare niente, né quando sei entrato nella mia vita né quando te ne sei andato.”
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